Bug in o out i tempi di risposta contano

Pensiamoci, quasi tutti abbiamo ben classificati INCH, BOB o GHB e piani su cosa fare in caso di emergenza, ma molti dimenticano di considerare i tempi di RISPOSTA in relazione a Uscire dalla città / Tornare a casa / Evacuare nel contesto di quello che fanno tutti gli altri allo stesso tempo

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Bug in o out i tempi di risposta contano
Bug in o out i tempi di risposta contano

Pensiamoci, quasi tutti abbiamo ben classificati INCH, BOB o GHB e piani su cosa fare in caso di emergenza, ma molti dimenticano di considerare i tempi di RISPOSTA in relazione a Uscire dalla città / Tornare a casa / Evacuare nel contesto di quello che fanno tutti gli altri allo stesso tempo.

Consideriamo alcuni esempi del tipo peggiore prima di esaminare i problemi più probabili.

1 – Se vivi vicino alla costa potresti avere solo cinque minuti per reagire a uno tsunami e una media di circa 12-25 minuti se segui costantemente i notiziari. Negli anni ’60 quando si mosse la faglia doi Anchorage generando un maremoto, i primi danni si verificarono ai ponti e alle strade, senza contare che si verificarono enormi frane. A questo punto è necessario avere più opzioni per aggirare l’interruzione delle vie di comunicazione ed essere comunque pronti per azioni come dirigersi ai piani superiori dei palazzi più alti e robusti e ai parcheggi a più piani piuttosto che unirsi alle masse in fuga dalla costa.

https://en.wikipedia.org/wiki/1964_Alaska_earthquake

2 – A seconda di dove vivi, se il vulcano di Gran Canaria dovesse esplodere e un enorme pezzo di quella montagna dovesse cadere nell’oceano, potresti avere fino a 3 ore per metterti in salvo, se ti trovassi in qualche punto lungo la costa dell’Europa nordoccidentale e 5 ore se fossi sulla costa orientale degli Stati Uniti, ma considera il panico cieco della popolazione che si scatenerebbe non appena diffusa la notizia: cosa accadrebbe se tutti contemporaneamente cercassero di fuggire nell’entroterra nell’arco di tre o cinque ore?.

Durante l’uragano Andrew, quando l’area bersaglio era stata preavvisata con GIORNI di anticipo, molti iniziarono a spostarsi verso un terreno più sicuro nell’entroterra solo nelle ultime ore e molte famiglie Prepper ben organizzate videro resi vani i propri sforzi. Partendo 12 ore prima che la tempesta colpisse con un BOV completamente preparato con serbatoi pieni e taniche extra, l’enorme volume di traffico causò code lunghissime e blocchi della circolazione per via dei numerosi incidenti.

https://en.wikipedia.org/wiki/Hurricane_Andrew

4 – Immaginiamo un focolaio di influenza spagnola come quello del 1918 che colpisse Londra, paralizzando i servizi essenziali https://en.wikipedia.org/wiki/1918_flu_pandemic o un evento EMP a livello Carrington colpire il nostro paese e improvvisamente l’elettricità mancasse ovunque: non solo le case perderebbero l’elettricità ma non funzionerebbe più nemmeno lampioni, semafori, telefoni cellulari, linee di terra, refrigerazione, treni della metropolitana, tram, acqua, gas e fognature, check out casse e lettori di carte di credito, sportelli bancomat, ascensori, barriere antiallagamento… Immaginate l’evento di Carrington durante un inverno particolarmente freddo?

5 – Gli enormi incendi che hanno colpito la California, l’Australia, la Siberia e la Spagna negli ultimi anni, durante i quali, in alcuni casi, è stato riferito che il fuoco viaggiava più velocemente di un veicolo in corsa.

6 – Disordini civili urbani di massa e rivolte, saccheggi e incendi dolosi, eventi che le forze dell’ordinepotrebbero non essere in grado di affrontare. Pensiamo alle persone che vivono SOPRA o ACCANTO a negozi e attività commerciali che vengono saccheggiati. OPPURE Immaginiamo di vivere lungo un percorso tra centri commerciali e quartieri degli affari.

Potrebbe anche essere l’arrivo di MILIONI di migranti disperati che travolgono le autorità e si riversano nel paese in gran numero facendo crollare l’intera infrastruttura del benessere sociale e saccheggiando, rubando e creando disordini. L’UE ha avuto seri problemi nell’arginare e gestire 2 milioni di migranti da est e sud, e negli Stati Uniti il ​​muro di Trump sembra essere abbandonato a causa del cambiamento di orientamento della nuova amministrazione.

Immaginiamo uno scenario qualsiasi in cui abbiamo bisogno di tornare a casa RAPIDAMENTE o di allontanarcene VELOCEMENTE, sicuramente la maggior parte, se non tutti, noi abbiamo i nostri piani da mettere in atto indipendentemente da quanto siano minimi, melodrammatici o efficaci, ma abbiamo mai considerato tutti i potenziali ostacoli che potrebbero crearci problemi, da strade bloccate, masse di rifugiati in movimento, blocchi stradali, scioperanti, attività terroristiche, rivolte di migranti che creano zone vietate, ponti crollati, ingorghi, il TUO veicolo in panne E la consapevolezza che i tempi a tua disposizione per uscire dalla città o tornare a casa risultano essere molto lontani da quelli previsti?

Consideriamo in anticipo i possibili percorsi alternativi, consideriamo risposte alternative agli eventi, consideriamo l’idoneità del kit che abbiamo preparato ad affrontare situazioni variabili e tempi di reazione molto più brevi. Consideriamo di avere sempre la RETE INTERNET, TV e RADIO (finché è possibile) a disposizione per ricevere notizie affidabili sull’evoluzione degli eventi in tempo reale.

Oh, e non dimenticare mai che sono i prepper quelli meglio informati su come reagire rapidamente per sfruttare le varie APP e Ticker per i tuoi PC e smartphone che ti inviano istantaneamente le ultime notizie mentre i fatti accadono.

Fate rete, scambiatevi le informazioni. Creare un network tra prepper, magari usando le radiotrasmittenti su un canale predefinito in anticipo, può fare la differenza.

PREAVVISATO vale quanto essere PREPARATO.