Italia-Inghilterra: come sarà la finale di Euro 2020

Oggi è il giorno in cui una tra Inghilterra ed Italia diventerà campione d’Europa. Stasera, le due squadre si affronteranno per un titolo che, nonostante la loro ricca storia, hanno vinto molto di rado. L’unica vittoria dell’Italia è arrivata nel 1968, mentre nessuno in Inghilterra ha bisogno di ricordare i 55 anni di sofferenza sulla scena internazionale della nazionale britannica.

Esaminiamo come potrebbe svolgersi la partita:

1. Walker salverà l’Inghilterra una volta

La squadra inglese conta in John Stones e Harry Maguire al centro della difesa allestita da Gareth Southgate. Con l’ovvia eccezione della vittoria sulla Germania, la fase a eliminazione diretta ha visto la linea difensiva inglese avanzare sempre più in avanti: entrambi i difensori centrali hanno avuto più tocchi di palla nel terzo centrale del campo rispetto all’ultimo terzo.

Nella sua forma più efficace, quella linea consente all’Inghilterra di applicare una forte pressione sugli avversari come ha fatto all’inizio dei tempi supplementari contro la Danimarca; quasi tre linee d’attacco accampate all’interno o al limite della metà campo avversaria. Ma i danesi hanno mostrato un modo per far scavalcare il pressing inglese, un modo che Southgate può stare certo che l’Italia cercherà di replicare.

In diverse occasioni durante la partita, un difensore danese lanciato il pallone nello spazio considerevole tra i difensori centrali inglesi e Jordan Pickford, che nella sua giornata può essere il più caotico dei portieri, per lanciare la punta Mikkel Damsgaard.

La tattica avrebbe anche funzionato senza l’eccellente prestazione di Kyle Walker, sempre pronto a reprimere qualsiasi minaccia. In questo torneo Walker è stato la polizza assicurativa della difesa inglese.

2. L’Italia si attiene al sistema dalla vittoria della Spagna

L’Italia è la squadra che ha spazzato via Turchia e Svizzera in modo elegante. Tutto ciò che è successo da allora non l’ha cambiata.

Eppure, quasi dall’inizio della fase a eliminazione diretta, quella parte d’Italia è stata, nella migliore delle ipotesi, visibile solo a tratti. Non si sono mai avvicinati al monopolio del possesso come hanno fatto contro Turchia e Galles: in parte per la maggiore qualità dell’avversario.

Il vero problema dell’Italia potrebbe essere il fatto che una squadra che ha girato alla perfezione nelle fasi iniziali del torneo sta iniziando a sembrare un po’ svuotata. Ciò è stato particolarmente evidente in semifinale, quando la costante pressione dell’attacco spagnolo ha fatto spesso girare a vuoto difesa e centrocampo italiano.

 

L’Italia può sempre contare su Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci per fare ciò che hanno fatto per decenni e tenere lontani gli attaccanti dalla loro porta.

Va notato che l’assenza di Leonardo Spinazzola sembra aver scombussolato l’Italia, in particolare lungo la fascia sinistra dove il laterale della Roma sembrava in grado di tagliare a pezzi gli avversari a piacimento.

Da quella stessa fascia sembra ancora possano arrivare gran parte dei pericoli anche senza il difensore della Roma, ma la minaccia è piuttosto più ortodossa con Emerson che non sembra poter dare lo stesso sostegno del romanista ad Insigne.

Con Spinazzola e Insigne insieme, il duo ruotava in attacco, uno piazzato largo sulla fascia un momento prima di scambiarsi alcuni passaggi e uscire dall’altra parte in una configurazione completamente diversa. Dietro di loro, Marco Verratti e talvolta Chiellini fornivano passaggi rapidi e precisi per costruire attacchi.

L’assenza di Spinazzola si è fatta sentire anche nel pressing senza palla.

Secondo Sky Sport, l’Italia ha riconquistato la palla sulla fascia sinistra più frequentemente che in qualsiasi altra parte del campo. Insomma, prima di perdere Spinazzola, era in questa parte del campo che l’Italia vinceva le partite.

Potrebbe succedere ancora – Emerson ha mostrato qualche numero impressionante pur avendo toccato pochi palloni contro la Spagna – ma non c’è la stessa alchimia in questa squadra senza lo sfortunato terzino romanista.

Insomma, ci si avvia verso una finale in cui la pressione psicologica e la stanchezza fisica avranno un’importanza notevole e potrebbe essere l’esperienza a fare la differenza, esperienza che non manca in alcuni giocatori di ambo le squadre.

L’impressione è che la sfida si deciderà soprattutto a centrocampo e, se l’Inghilterra potrà contare sul tradizionale agonismo e sull’enorme spinta dei 60.000 di Wembley, L’Italia potrà mettere in campo la maggiore qualità tecnica e la fantasia dei suoi giocatori di maggior talento.

Una finale che probabilmente risulterà equilibrata per lunghi tratti che potrebbe essere decisa da episodi, sperando che non dovremo vedere altre topiche arbitrali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Please reload

Attendere...