Nozioni fondamentali per sopravvivere in natura

In questo articolo presenteremo alcuni consigli, presi dal manuale del combattente dell'esercito italiano, per sopravvivere in natura, nascondersi e mimetizzarsi sfruttando il terreno e le asperità naturali oltre ad alcuni strumenti messi a disposizione dalla tecnologia

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Nozioni fondamentali per sopravvivere in natura
Nozioni fondamentali per sopravvivere in natura

In questo articolo presenteremo alcuni consigli, presi dal manuale del combattente dell’esercito italiano, per sopravvivere in natura, nascondersi e mimetizzarsi sfruttando il terreno e le asperità naturali oltre ad alcuni strumenti messi a disposizione dalla tecnologia.

Procurarsi l’acqua

L’acqua rappresenta l’elemento indispensabile per la sopravvivenza in qualsiasi ambiente. Anche in climi freddi è necessario assumere almeno 2 litri d acqua al giorno per mantenere l’efficienza fisica. Pertanto, il combattente deve essere in grado di procurarsela, purificarla se necessario e utilizzarla in modo adeguato.

Attenzione: Non bere MAI acqua non pura, acqua di mare o urina. Non mangiare la neve.

Nella ricerca dell’acqua bisogna considerare taluni elementi la cui presenza è indice dell esistenza dell’acqua, o quanto meno di umidità, che potrà essere ottenuta direttamente oppure scavando una buca per raggiungerla. I più comuni indicatori sono i seguenti: terreno (punti di convergenza delle tracce di animali; piste utilizzate con frequenza dagli animali; presenza di zone umide); volatili (direzione prevalente del volo degli uccelli, soprattutto all alba e al tramonto); vegetazione (presenza di salici, sambuco, giunchi, erba medica; zone di erba verde intenso in zone rocciose).

È opportuno, se possibile, procedere alla sterilizzazione con le apposite sostanze chimiche oppure mediante bollitura. Nel caso in cui si tratti di acqua fangosa e stagnante può essere utilizzato un filtro costituito da un contenitore (un tubo, una latta bucata, un telo) riempito di sabbia e recuperando l’acqua che attraversa lo strato di sabbia. Per eliminare o ridurre il cattivo odore proprio dell’acqua stagnante, può essere bollita mescolandovi cenere di legna e lasciandola depositare per almeno 45 minuti prima di berla. L’acqua può essere procurata anche scavando nel terreno una buca, qualora non si riesca a trovarne in superficie.

CRITERI DI SCAVO PER TROVARE L’ACQUA

Tipo di terreno o zona Roccioso Argilloso Costiere marine o lacustri Paludosa Innevata o ghiacciata Criteri

Rocce calcaree: ricerca sul fondo di caverne o voragini fra le rocce. – Rocce laviche: scava alla base delle pareti rocciose sul fondovalle. – Rocce granitiche: scava alla base di aree con erba rigogliosa. Ricerca punti particolarmente verdi, depressioni, sorgenti stagionali, soprattutto sui fondovalle. – Ricerca depressioni dietro le prime dune di sabbia e scava dove vi è traccia di umidità, sino a trovare sabbia molto bagnata.

Scava una buca sulla spiaggia, durante la bassa marea, a circa 100 metri dal limite che l’acqua raggiunge con l’alta marea. Scava una buca a uno-due metri dal bordo dello specchio d’acqua o canale. – Scava una buca nel ghiaccio: sul fondo si raccoglie dell’acqua, specie nelle ore calde. – Fondi la neve o il ghiaccio ponendoli su una superficie che assorbe il calore solare o di un fuoco. Generalmente, una volta scavata la buca, sarà necessario attendere che sul fondo si raccolga l’acqua che, a seconda dei casi, potrà risultare fangosa, salmastra, ma comunque bevibile dopo essere stata sterilizzata.

Sussistono anche altre possibilità per ottenere acqua potabile. In zone aride o desertiche è possibile raccogliere la rugiada che si forma su un telo esposto all’aria, strizzandolo periodicamente. Inoltre, in quasi ogni zona vi sono piante dalle quali è possibile trarre del liquido potabile. Infine, un metodo semplice, utilizzabile soprattutto in zone di terreno umido, è quello dell’alambicco, che può essere realizzato nel modo seguente: scegliere un punto del terreno umido, facilmente scavabile e soleggiato per tutto l’arco diurno; scavare una buca circolare di circa un metro di diametro e profonda 50 cm; ricoprire le pareti della buca con fogliame il più verde possibile; porre al centro della buca un recipiente; stendere sulla buca un telo impermeabile, appesantito al centro da un sasso, fissandolo lungo il margine della buca e sigillandolo al suolo con terra e sassi.

COSTRUZIONE DI UN ALAMBICCO PER ACQUA

Il calore del sole farà evaporare l’umidità dal terreno e dal fogliame e il conseguente vapore acqueo si condenserà sulla parte inferiore del telo, scivolando poi nel recipiente sotto forma di acqua potabile. L acqua ricavabile varia a seconda del tipo di fogliame e del clima, ma servono generalmente parecchie ore per ottenerne una quantità minima.

Il principio dell’alambicco può essere utilizzato anche su un natante in mare. In tal caso: in luogo della buca si dovrà utilizzare un recipiente o un telo impermeabile; in luogo del fogliame e della terra umida, si porrà nell’alambicco l’acqua di mare che, evaporando, produrrà acqua potabile.

Procurarsi il cibo

Esistono molte piante commestibili e possono costituire una risorsa di cibo facilmente utilizzabile. Tuttavia esistono anche piante, o parti di esse, non commestibili e che possono produrre malesseri o essere addirittura letali. Pertanto, se non si è certi della commestibilità dei vegetali è preferibile evitare di mangiarli. Esiste un metodo universale per provare se una pianta è commestibile, ma richiede un tempo di oltre 24 ore. Quindi, è conveniente utilizzarlo solo nel caso si abbia a disposizione una grande quantità di un certo vegetale, che giustifichi la perdita di tempo necessario.

METODO PER VERIFICARE LA EDIBILITA DI UNA PIANTA

Fraziona la pianta nelle sue singole parti (foglie, radici, bacche, fiori, ecc.) e provane una sola per volta. – Non mangiare per 8 ore prima di cominciare la prova. – In questo tempo prova se la parte è velenosa al contatto, ponendone un pezzo all interno del gomito o sul polso e tenendovelo per 15 minuti. – Durante questa fase puoi bere acqua e mangiare cibi solo se assolutamente sicuri. – Cucina la parte che intendi mangiare. – Prima di introdurla in bocca, appoggiane un pezzetto sull’esterno del labbro. Se dopo 3 minuti non avverti reazioni, ponilo sulla lingua per 15 minuti. – Se non avverti reazioni, masticalo per 15 minuti senza ingoiarlo. – Se non avverti irritazioni, bruciori, prurito, intorpidimento, ingoia il pezzetto. – Attendi 8 ore. Se avverti malessere, cerca di vomitare e bevi molta acqua. – Se non avverti effetti, mangia mezza tazza della parte preparata. – Attendi altre 8 ore. – Se non avverti alcun effetto la parte che hai provato è commestibile, cucinala come nel corso della prova

ATTENZIONE: NON MANGIARE MAI piante sconosciute che presentino una delle seguenti caratteristiche:

hanno linfa lattiginosa o che diventa scura quando esposta all aria; – sono simili a funghi; – somigliano a cipolla o aglio; – somigliano a prezzemolo, pastinaca o aneto; – hanno foglie, radici o tuberi simili a quelli delle carote.

Accendere il fuoco

Le possibilità di sopravvivenza risulteranno notevolmente incrementate se il combattente avrà la capacità di accendere un fuoco, nel caso la situazione lo consenta, dal momento che il fuoco serve per scaldarsi, asciugare l’equipaggiamento, cucinare, purificare l’acqua con bolliture ed effettuare segnali.

Per la scelta del luogo dove accendere il fuoco bisognerà tenere presente i seguenti criteri: evitare la sommità di rilievi e le zone prive di ostacoli, per evitare e ridurre la possibilità di individuazione da lontano; riparare il focolare dal vento costruendo, se necessario, un paravento che fungerà da superficie riflettente; in condizioni di temperatura molto calda, sfruttare una depressione dove l’aria è più secca.

PARAVENTO E SUPERFICIE RIFLETTENTE

Per l’accensione del fuoco si dovranno utilizzare materiali facilmente infiammabili, quali strisce di legno secco, foglie o aghi di conifere o erbe secche e asciutte. È preferibile raccogliere i rami secchi ancora sugli alberi, piuttosto che quelli caduti a terra in quanto questi ultimi possono avere assorbito umidità e sostanze chimiche dal terreno per cui bruceranno producendo fumo.

ACCENSIONE DEL FUOCO CON UNA LENTE

Concentra i raggi del sole sull’esca utilizzando una lente di un binocolo o di una torcia elettrica.

ACCENSIONE DEL FUOCO CON PIETRA FOCAIA

Tieni la pietra focaia vicino all’esca e colpiscila con la lama del pugnale o con un piccolo pezzo di acciaio. Quando l’esca comincia a fumare, sventola o soffiaci sopra lentamente

L’ACCENSIONE DEL FUOCO CON FRIZIONE DEL LEGNO è il metodo più difficile per accendere il fuoco. È da utilizzare solo come risorsa estrema.

MASCHERAMENTO, MIMETIZZAZIONE, DISSIMULAZIONE E OCCULTAMENTO

Il mascheramento predispone alla mimetizzazione tramite la rottura delle forme, il colore, l’eliminazione della lucentezza. La mimetizzazione integra nell’ambiente circostante il combattente/mezzo/unità. Si può essere mascherati ma non mimetizzati, se il mascheramento non è adeguato all’ambiente. Un efficace difesa dall’osservazione deve tendere a modificare gli elementi caratteristici del combattente/mezzo/unità che muove sul terreno, tentando di renderli quanto più simili all ambiente naturale in cui si operi.

Mimetizzazione Armonizzarsi, cioè, rendersi il più possibile simili nei colori e nella forma all’ambiente circostante, (si attua attraverso la mimetizzazione, con il ricorso a strumenti artificiali, integrati da elementi naturali che confondono le sagome degli individui e delle cose nel colore e nella forma).

Il concetto è quello di sfruttare al massimo l’ambiente circostante per sottrarsi all’osservazione nemica, ad esempio: nelle aree con quantità abbondanti di neve o in boschi con la vegetazione e gli alberi coperti dalla neve deve essere indossata una mimetica bianca; nei deserti sabbiosi, o su paesaggi brulli e/o rocciosi, si deve utilizzare una combinazione di chiazze color marrone chiaro con chiazze di color marrone rossiccio; Esempi di armonizzazione con l’ambiente di veicoli e di personale analogamente, nelle aree urbane è preferibile una miscela di toni grigi, nelle foreste i colori prevalenti sono il verde e il marrone (purché integrati da fogliame e pezzi di vegetazione), ecc..

Per il singolo combattente, in particolare, uno dei principali obiettivi da raggiungere è quello di potersi muovere, senza essere scoperto ed individuato e, per realizzare ciò, deve: confondere le forme caratteristiche del corpo (soprattutto testa e spalle), rompendo le forme, rimuovendo gli oggetti come orologi, anelli, bracciali, e coprendo le superfici riflettenti come parti di armi ed equipaggiamento; Impiego di creme per il viso utilizzare apposite creme (dette di mascheramento) o, in assenza di queste, materiali di circostanza come, ad esempio, il sughero bruciato o altri materiali idonei che possano essere utili al fine desiderato, purché non risentano delle condizioni ambientali che potrebbero degradarli (come può avvenire con la pioggia o il sudore che possono facilmente rimuovere terra o fango).

In particolare, è opportuno privilegiare colori più scuri per le parti del viso maggiormente riflettenti (fronte, zigomi e mento); Mascheramento elmetto curare in modo particolare il contorno occhi, orecchie, collo, mani, ed abbassare le maniche della giacca ed alterare la forma dell elmetto e dello zaino.

Nel camuffare l’arma, lasciare liberi i congegni di puntamento, le parti mobili per il funzionamento e le parti che possono surriscaldarsi con il tiro. A integrazione, si può utilizzare la sciarpa a rete, indossandola sotto l’elmetto in modo che ricada sulle spalle; ricordare, sempre, che il nemico può disporre di strumenti ottici di osservazione adeguati al riconoscimento della segnatura termica: privilegiare l’impiego di indumenti anti IR (ad es. poncho).

Dissimulazione

Ingannare, cioè, far credere al nemico che personale, armamenti, mezzi, opere, ecc. non siano ove realmente sono o si muovono, (si attua attraverso la dissimulazione che tende, con il ricorso ad elementi o a mezzi artificiali, a far apparire in maniera diversa dal reale ciò che si vuole sottrarre all osservazione avversaria).

Impiego di una rete di mascheramento multi spettrale

In questa attività è, anche, previsto l’impiego delle reti di mascheramento. Sia le reti bianche che quelle policrome, essendo delle reti multispettrali a bassa emissione termica, riescono ad attenuare l’irradiamento di calore caratteristico dei corpi solidi, rendendo difficile il rilevamento all’infrarosso termico.

Occultamento

L’occultamento è l’insieme delle operazioni che si compiono per sottrarre all’osservazione avversaria personale, mezzi, materiali e installazioni, ricorrendo all’utilizzazione, senza modifiche, degli elementi caratteristici del terreno o della plastica minuta dello stesso, quali, ad es. tunnel, edifici, tettoie, miniere, ecc..

In una base le reti di mascheramento potrebbero compromettere la sicurezza di un elemento sensibile perché ne verrebbe esaltata, a distanza, la forma e la localizzazione. Al contrario, le reti di mascheramento si prestano vantaggiosamente nell’ambito dell’attuazione di piani di inganno, laddove si intende distogliere l’osservazione dell’avversario da un elemento sensibile e indirizzarlo verso aree comuni e trascurabili ai fini della sicurezza della base.

Per un impiego più aderente del materiale regolamentare o di circostanza, occorre: evitare di mascherare elementi sensibili (postazioni difensive) lungo le recinzioni perimetrali a contatto con la viabilità ma impiegare elementi per la simulazione (terrapieni, frasche, ecc.); adoperare solo il materiale strettamente necessario al mascheramento, perché quello in eccesso può attirare l’attenzione col rischio di rivelare la posizione; reperire il materiale per il mascheramento da più aree limitrofe e non solo attorno alla posizione da occultare; controllare, dopo aver completato il mascheramento, la postazione dal punto di vista dell’avversario, verificando scrupolosamente che quanto messo in opera risulti naturale alla vista e che riesca, effettivamente, a nascondere la posizione.

Se non risulta naturale, modificare senza intervenire nuovamente (sostituendo il materiale utilizzato); riordinare le aree da dove sono stati prelevati i materiali per il mascheramento, per evitare di evidenziare a distanza indizi o tracce del prelevamento effettuato (più tronchi tagliati sopra il terreno, fronde per terra, tracce di automezzo, etc.); controllare che, nei pressi dell’apprestamento difensivo, non vi siano oggetti colorati o riflettenti la luce e che il personale non operi a torso nudo poiché la pelle del corpo riflette la luce ed attira l’attenzione del nemico; evitare gli edifici facilmente identificabili, anche se dotati di ottime qualità protettive, perché possono essere utilizzati per l’aggiustamento del tiro di mortai o di artiglieria da parte nemica; impiegare le armi all’interno di edifici, restando ben dietro la finestra e, comunque, lontano da essa, in modo che né la fiammata, né chi spara, siano visibili dall’esterno. Se il tiratore ha necessità di far fuoco verso piani superiori a quello ove è ubicato, la finestra deve essere di adeguate dimensioni o devono essere utilizzate più finestre/fori; utilizzare punti alternativi situati in differenti stanze per ottenere vasti campi di tiro. Se necessarie, le feritoie devono essere scelte con cura, impiegando quelle già esistenti, invece di realizzarne di nuove. Alcune feritoie possono essere costruite, come misura d’inganno, in edifici vuoti.